In un contesto sempre più instabile, il loro fragile equilibrio viene messo alla prova, tra vecchi rancori e un futuro incerto, con legami sempre più stretti all’universo originale della saga. Costretti a collaborare nonostante un passato carico di tensioni, i due cercano di costruire una nuova comunità mentre affrontano minacce sempre più pericolose, tra cui l’avanzata di New Babylon. La serie, firmata dai produttori di “Gangs of London” e ispirata al libro “Atomic Bazaar” di William Langewiesche, racconta la storia di Max e JJ, due uomini comuni che si ritrovano coinvolti nel traffico illegale di uranio attraverso il Nord Africa. Quando un ordigno gestito da hacker viene attivato a bordo, due sconosciuti, un passeggero e un esperto di cybersicurezza, sono costretti a collaborare in una corsa contro il tempo per salvare i viaggiatori ed evitare una catastrofe. Tra omicidi enigmatici e segreti sepolti nel passato, a mettere alla prova le sue capacità saranno vecchi legami e nuove minacce.
A pochi passi dal Duomo, si trova El Porteño Gourmet, che nasce dalla collaborazione tra Fabio Acampora, i fratelli Bernardez, Paolo Catoni e Martino Corti (HotelSolutions) e unisce tradizione argentina e ricerca gastronomica contemporanea. In un’atmosfera che richiama i bistrot parigini, protagonista assoluto è l’entrecôte con salsa segreta, servita con patatine preparate al momento, show cooking a vista e un servizio elegante. Da provare anche il risotto alla milanese con midollo e gremolada e il filetto alla Wellington. Per i secondi, pesce e carne sono protagonisti con proposte come il branzino in padella con melanzane o il petto di pollo al vapore aromatizzato con curry delicato. Anche la carta dei vini, con oltre 400 etichette, punta su un vino prodotto rispettando qualità, territorio e sostenibilità.
Un posto autentico sia nell’ambiente che nel servizio in cui regna un’atmosfera popolare. I primi piatti costano 10 euro), i secondi contorno incluso 16 euro, il dolce 5 euro, la bottiglia di plinko gioca vino 10 € al litro. L’ambiente rustico della trattoria, che si definisce con orgoglio “l’ultima osteria di Milano”, è caratterizzato da due sale con un banco da bar, alcuni tavoli e molti oggetti da rigattiere sparsi dappertutto. Ma c’è chi viene i anche per la parmigiana di melanzane fatta con farina di riso adatta quindi anche per le persone celiache. Si viene per assaporare il senso della trattoria di Milano in ogni sfumatura possibile. Le voci nel menù sono le stesse di sempre e, come nelle trattorie di una volta, ogni giorno della settimana viene proposto un piatto speciale.